Il Paradosso Dell'Esistenza


Per caso nasciamo, immersi nel caos, nelle ragioni degli altri, nelle dottrine degli altri. Possediamo un corpo che ci è dato, somma dei nostri genitori, di successione in successione. Veniamo comandati dalle leggi della natura, della fisica, della chimica. Concentriamo tutte le nostre forze per crescere, diventare adulti e poi quando siamo saggi e potremmo davvero dire la nostra, tutto diventa canuto, pesante, fragile, desolante, discendente, nella notte. La causalità rende questo universo, non solo la materia, vittima di se stesso, dalla prima all’ultima molecola. In un susseguirsi di concause, fino ad arrivare a te che ora leggi qui. Ma spesso è anche casuale, proprio quando batto il mignolo del piede, oppure quando la mela mi cade in testa, o la tegola, o la valanga. Era prevedibile ? si potenzialmente, essendo causale. Ma i segni non erano evidenti e quindi diventa casuale. Con chi dobbiamo prendercela? Ce la prendiamo con Dio. Giustamente chiediamo a lui: “perché hai fatto le cose cosi caduche.” Perché la meraviglia di un tramonto, ma quando poi mi giro la macchina è sopra il povero micio per strada. La meraviglia di un’alba e poi crollano i ponti, cascano massi piovono grandini. Vivo una vita piena, fino a che non mi accorgo che morirò. Faccio di tutto perché c’è una sola vita. Ma a cosa è servito tanto sforzo. A chi soprattutto. Metto al mondo dei figli che anche loro andranno al loro destino, proprio come me. Che crudeltà. Dov’è la ricompensa? Qual è la differenza? Volevi davvero che tutto fosse cosi? Qual è la tua matematica ? Quali sono le tue leggi? Cosa significa vivere per te ? Cosa vuol dire nascere ? Cosa significa morire? Cosa significa respirare ? Perche respirare? Perché tutta questa impotenza di fronte a tutto. Per quanto io mi innalzi di fronte a te, sono un povero verme strisciante. Superman? No.Strongman? No. Spaceman? No. Wonderwoman? No. Morirai come tutti gli altri. Senza Pietà. Che desolazione vivere una vita di morte, di dolore, di disperazione, di sete, di fame. I miei nemici mi calpestano, per loro qui non c’è giustizia, ci opprimono, ci deridono, sono spavaldi senza pietà, ci mangiano, ci calpestano. Il loro orgoglio è quello del leone. La loro forza quella del gorilla. Ringhiano come cani feroci. Ridono come iene. Quale ricompensa per loro e quale giustizia per me ? Vite che opprimono e nessuno lo sa. Esistenze che stuprano e distruggono altre esistenze, nel silenzio degli innocenti, chi li pesa nella bilancia della giustizia ? A quello che ruba e nessuno lo sa, chi fa giustizia per me che ho faticato ? A quello che maltratta la moglie, silenziosa, devota, chi farà mai giustizia ? A chi abusa nel silenzio il piccolo fanciullo, chi farà mai giustizia? Un piccolo rovinato cosi presto, per sempre, fino alla sua morte porterà questo fardello, quale giustizia? C’è una bilancia per tutti noi ed un destino. Quel destino è la soluzione per un’esistenza che nel profondo del nostro cuore, non ci appartiene. Nasciamo dove non vogliamo, nella condizione peggiore possibile. Portiamo il fardello di noi stessi, dal corpo alle interiora. Come uscire, come evadere da questo destino. Dove posso incontrare i miei desideri ? Perché posso vedere un mondo perfetto ? Perché posso vedere te che mi perdoni per la mia condizione disgraziata? Per questo, alla fine, l’unica cosa che conta, è davvero fare la tua volontà, non rimane altro.